Il carnevale in provincia di Nuoro si svolge nella settimana che precede il giorno di
quaresima cattolica (40 giorni prima di Pasqua). I giorni più importanti in cui si svolgono sfilate e manifestazioni sono Giovedì grasso, la Domenica successiva, Martedì grasso Mercoledì delle ceneri e la Domenica successiva.
Lo spettatore ammutolisce davanti a una manifestazione di grande impatto emotivo qual è il carnevale del Nuorese. Il pensiero corre indietro nel tempo e si ritrova d’improvviso nella preistoria, quasi si fossero risvegliati lontani archetipi. Il carnevale barbaricino è infatti assai diverso dai comuni carnevali che traggono origine dai Saturnalia.
Non è un carnevale allegro, ludico e trasgressivo, all’insegna del riso e del divertimento, ma piuttosto un carnevale tragico, cupo, all’insegna del dolore e del pianto perché è legato alla morte e rinascita del dio della vegetazione, Dioniso Mainoles, chiamato dai sardi Maimone. Le maschere, per quanto inconsciamente, mimano ancora un rito agrario antichissimo per propiziare la fertilità della terra, commemorando questo dio che ogni anno doveva morire per poi rinascere a primavera come l’erba dei campi.
Per questa ragione si ripetevano tutte le fasi della sua passione e morte. Su carrasecare, termine col quale si designa il carnevale in Sardegna, significa infatti carre de secare, cioè carne viva da lacerare. Il termine rimanda subito alle feste dionisiache in cui i seguaci di Dioniso sbranavano capretti e torelli vivi per ricordare la passione del dio che era stato sbranato dai Titani.
Vedere oggi il carnevale dell’interno della Sardegna è un’esperienza unica, che incide in maniera indelebile l’animo dello spettatore. L’impressione che produce su chi lo vede per la prima volta è talmente profonda che difficilmente si riesce a dimenticarla.
Abbiamo tracciato un percorso dedicato al Carnevale della Provincia di Nuoro perché siamo fermamente convinti che può suscitare emozioni. La presenza dei numerosi riti arcaici rispecchia il desiderio, la capacità e la costanza di conservare, studiare e promuovere la ricca eredità del passato in termini di cultura popolare.