Nuoro e la sua provincia conservano ancora oggi molti riti religiosi, che si ripetono ancora intatti nonostante il passare del tempo. Le feste e le sagre fungono anche da richiamo turistico, alcune di esse hanno perso parte della loro originalità, ma meritano comunque di essere ricordate.
Molto sentito il Carnevale in alcuni centri della provincia soprattutto per la presenza di maschere antiche la cui origine si può far risalire a riti di propiziazione.
I Merdules di Ottana, con il viso coperto da maschere in legno e vestiti con pelli di pecora, i Mamuthones e gli Issohadores, tipici del Carnevale di Mamoiada, di incerte origini, si suppone rappresentino l’eterna lotta tra il bene e il male, o, secondo un'altra teoria, la battaglia tra i Mori ed i Sardi. Da ricordare anche i Thurpos di Orotelli, con il viso annerito dalla fuliggine del sughero e vestiti con un pastrano nero col cappuccio, vagano per le vie del paese a gruppi di tre mimando scene di vita contadina.
La settimana santa rivive nei paesi del nuorese con riti antichi, toccanti e atmosfere indimenticabili in manifestazioni come s'Iscravamentu e s'Incontru.
Diffusa in molti comuni la festa in onore di Sant’Antonio Abate a gennaio, con il rito del falò, un enorme fuoco allestito in piazza dinanzi a numerosi fedeli che richiama la cultura celtica presso la quale il fuoco era considerato un elemento benaugurale e apotropaico. La fiamma secondo le credenze sprigionava le forze positive, sconfiggeva il male e le malattie. Altre feste religiose sono legate ai santi patroni o ai santi cui sono dedicate le numerose chiese dei vari paesi.